Finalmente a casa! Non è stato facile ma ce l'ho fatta.
Allora. L'ultimo giorno di lavoro, venerdì, è andato piuttosto bene. In mattinata ho fatto l'ultimo giretto per i campi sperimentali, alla ricerca di funghi principalmente. Ne ho trovato uno solo, che ho raccolto, con tanto di zolla di terra. L'idea era quella di recuperarne le radici, ma non ha funzionato molto bene... Riproveremo penso in autunno. Poi siamo andati a pranzo a Colquitt, l'Orgosolo della Georgia. Le case sono ricoperte di murales che la rendono una cittadina (poco meno di 2000 abitanti) molto particolare. È un vero paese, cosa piuttosto rara da queste parti, con tanto di piazzetta con tutti i negozietti intorno e il giardino pubblico al centro. Per la verità non ho avuto modo di visitarla per bene, perchè ci siamo recati subito al ristorante, il Tarrer Inn. Un posto dove si respira la vera aria del Sud. Pavimenti di legno, sedie imbottite, specchi, lampadari di cristallo, una grande scala bianca che porta al piano di sopra dove ci sono le camere. Sembrava di essere in una casa di Via col Vento che, in effetti, è ambientato in Georgia. Comunque abbiamo mangiato bene e speso poco, il che non guasta. Nel pomeriggio ho organizzato un po' la partenza, corretto un articolo, salutato il capo. Niente di che.
Tutta contenta poi sono andata a letto presto, sapendo che la sveglia sarebbe suonata alle 3.30... un'ora improbabile! Comunque sveglia ok, colazione, chiusa la valigia e... la macchina non parte! Fantastico!!! è stato il quarto d'ora più lungo della mia vita. Immaginatevi voi alle quattro del mattino, nel buio e nel silenzio più totale, sperduta nel nulla della pianura georgiana a litigare con un pick up con la batteria scarica. Impossibile spingerlo, ovviamente. E, ovviamente, il telefono non funziona. Per fortuna c'era quello di emergenza e, dopo vari tentativi, sono riuscita a contattare la guardia notturna che, bontà sua, è venuta a prendermi e mi ha portato al laboratorio. Il mio collega Matt era lì ad aspettarmi, già preoccupato, per portarmi in aeroporto. Per fortuna, però, erano le quattro del mattino (ormai le quattro e quaranta)... traffico zero... e sono arrivata più che puntuale ad Albany. Il volo verso Atlanta è stato senza storia, ma sono arrivata alle 7.30 con la coincidenza che partiva all'1.15. Idea geniale! Vediamo se mi anticipano il volo... all'ufficio informazioni però mi dicono che non solo non mi anticipano il volo, ma che quello su cui sono prenotata è overbooked e quindi mi hanno spostato sul volo successivo (solo 40 min dopo, per fortuna). Avrei strangolato il signore delle informazioni!!! Però non mi sono persa d'animo e, alla fine, per pura fortuna, sono riuscita a salire sul volo delle 12.15 (che però è partito all'una)... meglio che niente...
Insomma, alla fine ce l'ho fatta. Sono tornata alla civiltà. Per festeggiare, stasera sono andata a mangiare al ristorante cinese. In bicicletta! che sogno... quando avevo 16 anni smaniavo per avere la macchina e ora smanio per avere la bicicletta... come cambiano le prospettive, eh?
Rolling Stone’s “Greatest Songs of All Time”
14 hours ago
