Oggi il cielo è un po' cupo. Non che faccia freddo, ma nemmeno fa caldo. Lo scorso fine settimana invece era meraviglioso. Caldo, sole, venticello tiepido. E così venerdì sera ho chiesto la macchina in prestito a un collega (che ringrazio pubblicamente) e sabato mattina me ne sono partita verso nord. Lo so che è una scelta strana andare a nord (verso il freddo?), ma è più selvaggio e la costa è davvero fantastica. Non avevo una meta precisa e così ho preso la I-95 poi la 1 fino a Bath (qui il mio percorso) che è una città tristissima con un grande cantiere navale e quindi mi sono fermata molto poco. La seconda tappa è stata Boothbay Harbor. Mi ha stupito molto arrivare in questo paesino turistico in bassa stagione ed avere difficoltà a trovare parcheggio. Poi ho scoperto che c'era il festival dei pescatori (le foto qui). Ho passato un paio d'ore a passeggiare per questo villaggio che una volta era di pescatori e ora è di turisti e ne ho approfittato per fare il brunck con un bel piatto di pancakes ai mirtilli con succo d'acero. Slurp. Ripresa la macchina mi sono avviata verso la penisola di Pemaquid famosa per il faro e per il suo sito archeologico. Fa un po' impressione detta così. Il sito archeologico è semplicemente un piccolo promontorio su cui i primi coloni (agli inizi del '600... alla faccia dell'archeologia!) avevano costruito un forte nel tentativo di conquistare i territori verso nord ed annetterli a quello che all'epoca era la colonia del Massachussetts. Però hanno incontrato la resistenza dei nativi americani (credo che fossero i Penobscot, ma non sono sicura al 100%) foraggiati dai francesi. Gli inglesi hanno visto distrutti due forti, quasi tre, prima che gli indiani gliela dessero su e li lasciassero costruire un insediamento in questa penisola.
A Pemaquid point, proprio in cima al dito, c'è un delizioso bed and breakfast dove ho passato la notte (svegliata all'alba dal sole implacabile... questa malefica abitudine di non usare le persiane e nemmeno le tende oscuranti!). Dopo una abbondante colazione a base di muffins fatti in casa e marmellata (credo pure fatta in casa, ma non potrei giurarci) mi sono fatta una passeggiata fino al faro (le foto sempre qui) e poi ho preso la via (lunga) del ritorno. Mi sono fermata a Damariscotta Mills dove c'è una piccola diga che forma delle belle cascate (e c'erano due impavidi che facevano il bagno!) e poi ho ripreso verso l'interno in direzione del Damariscotta river State Park. Sarebbe stato bello avere più tempo (e l'attrezzatura adatta) e fare un giro in canoa su questo bel fiume immerso nei boschi apparentemente vergini del Maine. Invece mi sono semplicemente fermata sulla spiaggia (sabbia?) a mangiare un panino comprato in un fantastico minimarket tremendamente americano di Jefferson (che a guardarla sulla cartina sembra una metropoli, in realtà sono proprio quattro case e il market). Dopodichè mi sono rimessa (pian piano e tristemente) sulla via del ritorno. Certo che il Maine, almeno a nord di Portland, è più selvaggio del New Hampshire. È comunque abbastanza urbanizzato però al di fuori delle mete turistiche della costa si incontrano solo fattorie isolate. Mi domando come sopravvivano. Animali non ne ho visti se non qualche cavallo qua e là, e anche campi coltivati ce ne sono pochi. Saranno tutti scrittori in ritiro spirituale? (Stephen King abita da queste parti e poi c'è la mitica Jessica Fletcher, che però "abita" sulla costa).
Rolling Stone’s “Greatest Songs of All Time”
16 hours ago

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